Quando si arriva oggi a Civitavecchia, soprattutto dal mare, è facile pensare al porto come a una grande infrastruttura moderna, funzionale ai traffici commerciali e al turismo crocieristico. Eppure, sotto le banchine, le dighe e i moli contemporanei, si nasconde una storia molto più antica, che affonda le sue radici nell’età imperiale romana. Le origini di Civitavecchia sono infatti indissolubilmente legate a un progetto ambizioso voluto dall’imperatore Traiano, destinato a cambiare per sempre la geografia marittima del Tirreno centrale: il porto di Traiano, noto in antico come Centumcellae.
Raccontare la nascita di questo porto significa attraversare secoli di storia, tra strategia militare, ingegneria romana, commercio mediterraneo e trasformazioni urbane. È un viaggio che permette di capire non solo perché Civitavecchia esiste, ma anche quale ruolo ha avuto – e continua ad avere – nel rapporto tra Roma e il mare.
Perché Traiano volle costruire un nuovo porto
All’inizio del II secolo d.C., Roma era una metropoli enorme, con una popolazione che superava abbondantemente il milione di abitanti. Garantire l’approvvigionamento costante di grano, olio, vino, materiali da costruzione e merci di ogni genere era una priorità assoluta. Il porto di Ostia, pur essendo stato potenziato già in epoca precedente, mostrava limiti strutturali evidenti: insabbiamento, difficoltà di accesso in caso di mare mosso e spazi insufficienti per il crescente traffico navale.
Fu in questo contesto che Traiano decise di affiancare a Ostia un nuovo grande scalo, più sicuro e meglio collegato con l’entroterra. La scelta cadde su un tratto di costa a nord-ovest di Roma, in una posizione strategica lungo le rotte tirreniche. Qui nacque il progetto del porto di Centumcellae, pensato non come semplice approdo, ma come una vera e propria infrastruttura imperiale.
Centumcellae: il nome antico di Civitavecchia
Il nome Centumcellae compare nelle fonti antiche per indicare l’insediamento sorto attorno al porto. Il termine, che può essere tradotto come “cento celle”, probabilmente faceva riferimento ai numerosi ambienti voltati utilizzati come magazzini, depositi e spazi di servizio. Queste strutture erano fondamentali per la gestione delle merci sbarcate dalle navi e per il loro successivo smistamento verso Roma.
Con il tempo, Centumcellae divenne un centro urbano vero e proprio, dotato di edifici pubblici, terme, abitazioni e infrastrutture viarie. È da qui che si sviluppa la storia di Civitavecchia, il cui nome moderno – “città vecchia” – richiama ironicamente una fondazione che, all’epoca, era tutt’altro che antica.
La struttura del porto di Traiano
Il porto di Traiano era un capolavoro di ingegneria romana. Le fonti e i resti archeologici suggeriscono la presenza di un bacino protetto da moli curvilinei, progettati per attenuare la forza delle onde e garantire l’accesso alle navi anche in condizioni meteorologiche difficili. Le opere in calcestruzzo romano, realizzate con la tecnica dell’opus caementicium, permettevano costruzioni solide direttamente in mare.
L’area portuale era organizzata in modo razionale ed efficiente: banchine per l’attracco, magazzini per lo stoccaggio, spazi amministrativi e collegamenti stradali verso l’interno. Tutto era pensato per rendere rapide le operazioni di carico e scarico, riducendo i tempi di permanenza delle navi e i rischi legati alle tempeste.
Un nodo fondamentale per i traffici del Mediterraneo
Il porto di Traiano non serviva solo Roma, ma si inseriva in una rete commerciale estesa a tutto il Mediterraneo. Da qui transitavano merci provenienti dall’Africa settentrionale, dalla Spagna, dalla Gallia e dall’Oriente. Grano egiziano, olio africano, marmi, spezie e manufatti di pregio trovavano in Centumcellae un punto di smistamento privilegiato.
Questa intensa attività favorì una significativa crescita economica e demografica dell’area. Artigiani, mercanti, marinai e funzionari imperiali contribuirono a creare una comunità dinamica e multiculturale, riflesso in piccolo della complessità dell’Impero romano.
Il legame con Roma e le vie di comunicazione
Uno degli aspetti più importanti del progetto traianeo era il collegamento diretto con Roma. Dal porto partivano strade e percorsi che permettevano di raggiungere rapidamente la capitale, facilitando il trasporto delle merci. Questo sistema integrato di vie terrestri e marittime riduceva i costi logistici e aumentava la sicurezza degli approvvigionamenti.
Il porto di Traiano funzionava quindi come una vera “porta sul mare” per Roma, rafforzando il controllo imperiale sulle rotte commerciali e consolidando il ruolo della capitale come centro economico e politico del mondo romano.
Le Terme Taurine e la vita quotidiana
Accanto alle infrastrutture portuali, l’area di Centumcellae era arricchita da complessi termali di grande importanza, come le Terme Taurine. Queste strutture, frequentate da viaggiatori, funzionari e abitanti locali, testimoniano un livello di urbanizzazione avanzato e una qualità della vita elevata.
Le terme non erano solo luoghi di igiene, ma anche spazi di socialità, affari e svago. La loro presenza indica che Centumcellae non era un semplice scalo tecnico, ma una città viva, pienamente integrata nel modello urbano romano.
Dal declino romano al Medioevo
Con la crisi dell’Impero romano e le invasioni barbariche, il porto di Traiano e la città di Centumcellae subirono un progressivo declino. Le strutture portuali, non più mantenute, iniziarono a deteriorarsi, mentre la popolazione si ridusse e si spostò in aree più sicure.
Nel corso del Medioevo, l’insediamento conobbe fasi alterne di abbandono e rinascita, fino a trasformarsi nella Civitavecchia che conosciamo oggi. Tuttavia, la memoria del porto romano non scomparve mai del tutto, riaffiorando nelle fonti storiche e nei resti archeologici.
Le tracce del porto di Traiano a Civitavecchia
Passeggiando per Civitavecchia e nei suoi dintorni, è ancora possibile individuare tracce evidenti del passato romano. Resti murari, strutture sommerse e reperti archeologici raccontano la storia di Centumcellae e del porto di Traiano, offrendo uno sguardo affascinante sulle origini della città.
Questi elementi rappresentano un patrimonio culturale di grande valore, che permette di leggere il territorio come un palinsesto storico, dove ogni epoca ha lasciato il proprio segno.
Qual è il modo migliore per visitare Civitavecchia
Visitare Civitavecchia significa muoversi tra storia romana, affacci sul mare e testimonianze che raccontano il ruolo strategico del porto nei secoli. Per cogliere davvero l’essenza della città, soprattutto se il tempo a disposizione è limitato, la soluzione migliore è scegliere un’esperienza che permetta di orientarsi facilmente e di toccare i punti più significativi senza stress.
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