Obelischi di Roma: origine e significato

Obelischi di Roma: origine e significato Obelischi di Roma: origine e significato

Informazioni turistiche

06 Feb 2026

Roma è una città che racconta la propria storia anche attraverso le pietre. Tra le più enigmatiche e affascinanti ci sono senza dubbio gli obelischi di Roma, monumenti antichissimi che uniscono simbolismo religioso, propaganda politica e straordinaria ingegneria. Arrivati dall’Egitto faraonico o realizzati in epoca imperiale, gli obelischi punteggiano piazze, colli e giardini, diventando punti di riferimento visivi e culturali.

Camminando per la città, può capitare di imbattersi in queste alte colonne monolitiche senza chiedersi davvero da dove provengano e perché siano proprio lì. Eppure ogni obelisco ha una storia precisa, spesso avventurosa, che attraversa millenni: dal culto del Sole nell’antico Egitto, al trionfo di Roma imperiale, fino alla riscoperta simbolica voluta dai papi nel Rinascimento.

Che cos’è un obelisco e perché nasce in Egitto

L’obelisco nasce nell’antico Egitto come simbolo solare. La sua forma slanciata, conclusa da una punta piramidale chiamata pyramidion, rappresentava un raggio di sole pietrificato. Non era un semplice elemento decorativo: l’obelisco era consacrato al dio Ra e veniva collocato davanti ai templi come segno di connessione tra cielo e terra.

Ricavato da un unico blocco di granito, spesso proveniente dalle cave di Assuan, l’obelisco era un’impresa tecnica impressionante già per gli Egizi. Le superfici erano incise con geroglifici che celebravano il faraone committente, rafforzandone il legame con il divino e la sua legittimità al potere.

Perché Roma è piena di obelischi

La presenza massiccia di obelischi a Roma è il risultato di una precisa scelta politica. Dopo la conquista dell’Egitto nel 30 a.C., Roma assorbì non solo un territorio strategico, ma anche il suo potente apparato simbolico. Portare gli obelischi a Roma significava appropriarsi del prestigio dei faraoni e dimostrare che l’Impero era il nuovo centro del mondo.

Gli imperatori romani fecero trasportare questi colossi via mare e lungo il Tevere, collocandoli in luoghi simbolici come circhi, templi e mausolei. In seguito, tra Cinquecento e Seicento, i papi recuperarono molti obelischi caduti o sepolti, trasformandoli in elementi chiave della Roma cristiana.

Gli obelischi più famosi di Roma

L’obelisco Vaticano: da simbolo pagano a cuore della cristianità

L’obelisco più celebre è quello che domina Piazza San Pietro. È noto come obelisco Vaticano ed è uno dei pochi a Roma a non avere geroglifici, perché realizzato in epoca romana.

Originariamente si trovava nel Circo di Caligola e Nerone, non lontano dal luogo in cui, secondo la tradizione, fu martirizzato San Pietro. Nel 1586 papa Sisto V ne ordinò lo spostamento al centro della piazza. L’impresa, diretta dall’architetto Domenico Fontana, fu un capolavoro di ingegneria rinascimentale: centinaia di uomini, argani e cavalli per sollevare un monolite di oltre 300 tonnellate.

Da quel momento, l’obelisco divenne asse simbolico della cristianità, reinterpretando un monumento pagano come segno della vittoria della Chiesa sul mondo antico.

L’obelisco Flaminio di Piazza del Popolo

Al centro di Piazza del Popolo svetta l’obelisco Flaminio, uno dei più antichi di Roma. Fu realizzato in Egitto ai tempi di Ramses II e portato a Roma da Augusto nel 10 a.C., per celebrare la sottomissione dell’Egitto.

In origine si trovava nel Circo Massimo, il cuore delle corse dei carri. Solo nel Cinquecento fu spostato nella piazza che ancora oggi segna una delle porte monumentali della città. Qui l’obelisco assume un ruolo urbano preciso: accogliere chi entra a Roma, come un antico segnale di potere e ordine.

L’obelisco Lateranense: il più grande di Roma

L’obelisco Lateranense è il più alto e pesante tra quelli romani. Proviene da Karnak ed è stato eretto sotto il faraone Thutmose III. Costantino lo fece trasportare a Roma, ma fu suo figlio Costanzo II a collocarlo nel Circo Massimo.

Oggi si trova davanti alla basilica di San Giovanni in Laterano, dove domina la piazza come testimonianza diretta della grandezza faraonica. I suoi geroglifici celebrano il dio Amon e la potenza del sovrano, rendendolo uno dei documenti storici più antichi visibili nello spazio urbano romano.

L’obelisco di Montecitorio e il tempo

L’obelisco di Montecitorio ha una funzione unica. In epoca augustea faceva parte di una gigantesca meridiana solare, l’Horologium Augusti. L’ombra proiettata dall’obelisco segnava il passare delle stagioni, collegando il tempo cosmico al potere dell’imperatore.

Ancora oggi, davanti a Montecitorio, l’obelisco ricorda il legame tra astronomia, politica e propaganda. Non era solo un monumento: era un modo per dire che l’ordine del tempo stesso dipendeva da Roma.

L’obelisco della Minerva: l’elefante di Bernini

Tra i più curiosi è l’obelisco di Piazza della Minerva, sorretto da un elefantino scolpito da Gian Lorenzo Bernini. L’opera, ironica e colta allo stesso tempo, unisce sapienza antica e creatività barocca.

Collocato davanti alla chiesa di Santa Maria sopra Minerva, l’obelisco diventa metafora della conoscenza: la sapienza (l’obelisco) ha bisogno di una solida base (l’elefante) per sostenersi. È uno degli esempi più riusciti di reinterpretazione cristiana e artistica di un simbolo pagano.

Gli altri obelischi di Roma

Roma ospita tredici obelischi antichi, più di qualsiasi altra città al mondo. Alcuni si trovano in luoghi meno battuti, come Villa Celimontana o Trinità dei Monti, altri emergono in contesti monumentali come Piazza Navona o il Circo Massimo.

Questa diffusione non è casuale: gli obelischi sono stati usati come punti di orientamento urbano, elementi scenografici e segni di continuità tra epoche diverse. Ogni spostamento, ogni nuova collocazione, racconta una precisa visione della città.

Qual è il miglior modo per visitare gli obelischi di Roma

Gli obelischi di Roma sono sparsi in tutta la città, spesso lontani tra loro e inseriti in contesti urbani molto diversi. Per questo, il modo più comodo ed efficace per visitarli è scegliere un bus turistico hop-on hop-off, che permette di spostarsi rapidamente tra le principali piazze e fermarsi solo dove si desidera approfondire.

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